tight

Sit&Go: low blind

6 nov, 2009

La prima fase di un Sit and Go è quella in cui i bui sono bassi e normalmente ci troviamo di fronte alla quiete prima della tempesta. In questa fase è importante selezionare le mani da giocare, e per i giocatori alle prime armi è consigliato mantenere uno stile di gioco tight.

Conviene quindi foldare tutte le mani marginali, limpare le mani speculative da posizioni avanzate che possono legare bene con il flop (quindi coppiette, suited connectors e simili) e rilanciare solo con le monster hand, come AA, KK, QQ e AK suited.

Post flop se abbiamo legato una top pair puntiamo almeno la metà del piatto, mentre se abbiamo un progetto di scala o colore conviene puntare se gli avversari si mostrano chiusi, ma foldare se ci sono rilanci importanti. Se dopo il flop la mano non migliora propendete per un cauto Check/fold, per spingere abbiamo tempo nelle prossime fasi che analizzeremo nei post seguenti…

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Tipologie di giocatore: calling station

2 nov, 2009

Negli scorsi giorni abbiamo visto come si comporta un giocatore tight, e abbiamo detto che può esser un buon approccio soprattutto se si è agli inizi della propria carriera, oggi invece vediamo come non si dovrebbe mai giocare: da calling station. Questo tipo di giocare tende a fare solo check o call, cercando di vedere molte mani ma senza mai mettere pressione al tavolo, utilizzando raramente i raise e rimanendo passivo nell’azione.

Se non lega il punto tende ad abbandonare quindi contro questi giocatori è bene esser aggressivi anche utilizzando dei semi-bluff, ma nel caso essi rilancino state pur certi che hanno un punto molto forte, quindi foldate senza esitare. Purtroppo di giocatori del genere ne incontrerete pochi al tavolo, ma quando vi capiterà non perdete l’occasione di accaparrarvi le loro fiches.

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Tipologie di giocatore: tight

30 ott, 2009

Iniziamo oggi una panoramica sui diversi stili di gioco che si possono adottare durante un torneo di poker. Ovviamente ogni giocatore avrà le sue sfumature, ma è importante riuscire a “etichettare” i nostri oppo in una di queste categorie per sapere quali contromosse adottare.

La prima tipologia che prendiamo in esame è quella del giocatore Tight (chiuso, conservativo) che come dice la parola stessa entra in poche mani e solo quando ha ottime carte e tende a foldare spesso. Insomma segue prevalentemente i suggerimenti tecnici che si possono trovare nei manuali, e se questo lo porta ad essere molto solido e considerato al tavolo (un suo bluff sarà rispettato dagli avversari) di contro risulterà spesso leggibile e prevedibile ogni volta che punterà.

Una curiosità, il pro Ken Buntjer ha definito questi giocatori con il termine Bear (Orso) e questa definizione è entrata nel gergo pokeristico.

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