
Uno dei modi migliori per giocare una coppia d’assi è lo slow play, mantenendo un profilo basso per depistare i propri avversari facendoli rimanere in gioco senza dar loro modo di capire la mano che abbiamo al momento. L’abbiamo del resto anche già detto in passato, evidenziando come rispetto a un all in o comunque a una giocata più aggressiva lo slow play possa garantire maggiori vantaggi, a patto di saper muoversi.
Poche sere fa con una coppia AA e una posizione da chip leader che mi garantiva gran tranquillità ho messo in atto questa regola, limitandomi addirittura all’estremo con un limp dal bottone senza far uscire nessuno dei 5 altri avversari rimasti. Al flop scende un propizio 2-5-8, dove ancora decido di rimanere basso con un call da poco conto.
Turn con Q e si inizia a puntare sul serio: 3 giocatori rimasti e un piatto con un bel gruzzoletto. Tengo ancora e aspetto, arriva un K al river e decido di andare a questo punto in all in. Uno dei due opponenti lascia ma l’altro chiama con KK: non basta e vinco io.
Voi come vi sareste comportati nei miei panni? Pensate abbia tirato troppo la corda?
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Nel poker un ottimo metodo per spillare soldi ai vostri opponents è sicuramente quello di depistarli, facendogli magari credere che le carte che avete in mano sono poco più che fuffa. Se puntate poco o fate solo call quando avete una monster hand o comunque delle carte buone, allora state giocando in slow play.
Con lo slow play si cerca di far restare in gioco il maggior numero di giocatori possibili cercando di guadagnare quante più chips possibili senza che i nostri avversari riescano ad immaginare la forza della nostra mano. Il rischio, ovviamente, è che giocando in maniera passiva i nostri avversari possano far “scoppiare” la nostra bella mano. Per questo motivo è consigliabile giocare in slow play solo ed esclusivamente con mani molto forti.
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