Full ring

31 ago, 2010

Nelle prime mani non entro mai in azione, e aspetto il terzo livello di bui prima di giocare qualche carta. Mi ritrovo in un piatto con due giocatori e Js-Qc in mano. Sul flop As Qd 4d punto qualcosa per capire come sono messo nella mano e ricevo un solo call. Il turn è 7c ed entrambi facciamo check, ma sul river 5d il mio avversario punta l’intero piatto, e con l’asso in tavola e un progetto di colore sono costretto a foldare la mia middle pair per non compromettere il mio torneo.

Passano altre mani in cui limpo dei connector che non legano e post flop son costretto al fold e rimasti in sette al tavolo, con i bui che erodono il mio stack, mi ritrovo dal bottone e dopo due call pusho i resti con Ah-Kh sperando di portare a casa il piatto e tornare in corsa. Vengo chiamato dal big blind con As-Ks e dividiamo il piatto.

Mi ritrovo così short e con i bui che continuano a salire, ma riesco a sopravvivere effettuando qualche steal da posizione con carte marginali, fino a rimanere in quattro giocatori.

A questo punto arriva la mano che potrebbe cambiare l’esito del torneo, spillo Kc-Kh dal cutoff e vado all in sperando di esser chiamato almeno dal grande buio, chip leader. Puntualmente così accade e il mio avversario gira 9s-7d. Io tiro un sospiro di sollievo e mi pregusto un raddoppio che mi porterebbe a giocarmi il primo posto. Ma il flop fa vacillare le mie speranze con 3c 8d 7c e il turn, 9d mi mette knock out. Non succede nessun miracolo al river e sono fuori, ma d’altronde non si può vincere sempre e anche i cowboy per quanto siano una ottima mano di partenza, non sono invincibili come John Wayne…

Foto | Flickr

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