Poker live: la prima volta non si scorda mai – Parte II
7 apr, 2010
Continuo la mia piccola storia sul mio primo torneo di Poker Live. Si tratta di una esperienza raccontata a livello personale, ovviamente, ma spero possa servire per chi ha intenzione di passare dal poke ronline a quello “dal vivo”.
Come dicevo ieri, la prima sera ero abbastanza nervoso e pensavo di non voler giocare, ma solamente di fare un giro per vedere che aria tirava e se poteva esser un’ambiente carino da frequentare. La mia infatti è stata davvero una piacevole scoperta: dopo esser entrato ed essermi registrato ho passato una trentina di minuti al bar perché i tornei e sit sarebbero iniziati più tardi e già li ho iniziato a scambiare le prime chiacchiere con le altre persone presenti. Poker, Poker online, ma anche calcio, politica e commenti sugli ultimi fatti di attualità. Dopo aver bevuto un paio di birre e fatto un po’ di chiacchiere con i presenti, ecco arrivare gente pronta per il torneo previsto quella sera, un Freezout 100 euro buy-in. Decido di non partecipare al torneo, ma di aspettare la prime uscite per giocarmi un più tranquillo sit’n'go per tastare il terreno.
Il field è molto variegato: giovani, anziani, seri professionisti in giacca e cravatta e ragazzi universitari in felpa e occhiale da sole, qualche ragazza a rendere più piacevole il panorama, il livello medio molto buono ed è possibile vedere belle giocate. Dopo un’oretta abbondante partono i primi sit e io stanco di guardare senza la possibilità di giocare decido di iscrivermi per giocare.
Anche se ho già giocato tante volte dal vivo con i miei amici e con gente non conosciuta ho la strana sensazione di esser un “pivello” in quell’ambiente dove tutti sembrano essere così a proprio agio e parlano delle giocate con una giusta terminologia e analisi delle mani. Mi siedo al tavolo e cerco di sembrare abbastanza naturale il sit è un turbo e a me non piace giocarli, ma so che bisogna imporre il proprio gioco perché non si ha il tempo di aspettare le mani giuste e quindi decido di giocare loose/aggressive, ma già alla prima mano in cui cerco di impostare una giocata da bottone mi rendo conto che forse le cose non sono come mi aspettavo.
La gente mi studia, mi fanno domande che probabilmente sono finalizzate a capire come sono messo con la mia mano e non semplice conversazione, l’esitazione nelle mie risposte equivale a fornirgli le informazioni anche sulla mia mano. Questo genere di riflessioni mi porta a pensare troppo a come comportarmi e come parlare che a come giocare e mentre cerco di capire come affrontare il gioco ecco che mi ritrovo già corto e ancora 6 persone in gara.
Ovviamente non posso riuscire a entrare nei primi 3 per andare a premio senza un double-up e mi ritrovo a dover difendere il mio buio con K-7 suited su un rilancio da cutoff. Al flop pesco il 7 e i 4/5 colore, ma a terra c’è anche un asso che potrebbe aver dato al rilancio la top pair. Da corto opto per il check-raise sapendo di esser dietro e sperando di pescare qualcosa, sul mio check l’avversario punta io mando i resti e dopo un po’ di riflessione mi becco il call e l’eliminazione su un board che non chiude i miei progetti. Dopo aver fumato l’ennesima sigaretta e aver scambiato altre chiacchiere con alcuni delle persone eliminate dal sit decido di tornare a casa e di esser soddisfatto della prima esperienza.
Foto | Flickr
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