Poker - Quando non conviene studiare gli avversari

pubblicato: venerdì 05 marzo 2010 da zoroastro

Poker Hand_01

Assistere “da spettatore” alle giocate degli altri (soprattutto quando si folda) può essere un buon metodo per carpire il modo di giocare dei nostri avversari ma, molte volte, questa cosa può essere controproducente.

Mi trovavo in un bar e, in un angolo del locale, alcuni anziani stavano giocando a Poker Italiano. La curiosità (ma, soprattutto, la mia passione per il poker) mi ha spinto ad avvicinarmi a loro per osservare come procedeva la partita. Vedendoli in quattro, ho subito capito che stavano giocando con 32 carte e quindi, con meno carte, la possibilità di vedere questi signori “calare” combinazioni “pesanti” era molto alta. Uno di loro, presumibilmente uno di quelli che “non gioca quasi mai”, partecipava a pochissime mani e gli altri signori, con tono scherzoso, lo apostrofano come “vigliacco”. Ma quel signore non era un vigliacco ed anzi, all’inizio, mi è sembrato il giocatore più furbo dei quattro.

Infatti questo signore (mi ricordo ancora il nome, Gino) partecipava solo quando vedeva che alcuni dei suoi avversari smettevano di parlare o facevano strani gesti che Gino, nel corso della partita, aveva capito essere sintomi di mani “buone” o “brutte”.

Ed infatti questa tattica gli ha portato un bel gruzzoletto tra le mani e, a poco a poco, Gino è risultato essere il Chip Leader di quella simpatica “bisca” (tra parentesi, i signori si stavano giocando il caffè usando come fiches alcuni pezzi di sottobicchieri da birra!). Ma la furbizia di Gino non è passata inosservata…

Un altro signore, Giovanni (che tutti chiamavano Nanni), sembra accorgersi di quello che stava facendo Gino. Non stavano giocando per un posto all’EPT o nemmeno per una somma ragguardevole, ma l’agonismo (se così possiamo chiamarlo) era molto elevato! Dicevamo: Nanni scopre che Gino aveva capito alcuni “meccanismi psicologici” degli avversari e, sapendo questo, l’anziano giocatore inventa una “vendetta” davvero simpatica.

Quando è toccato a lui parlare, Nanni si è grattato la testa di proposito e, tra una parolaccia e l’altra, ha “coperto” la puntata del piatto. Gino, che aveva osservato Nanni per tutto questo tempo, aveva associato questo comportamento di Nanni al fatto che il signore andasse al punto senza avere delle buone carte e, sicuro di vincere, ha subito rialzato. Allora Nanni ha capito che Gino ha “abboccato” e, sempre recitando la sua parte, ha coperto anche il rialzo di Gino. Ma la cosa divertente è arrivata allo showdown…

Quando Gino ha visto che Nanni aveva un bel colore è quasi sbiancato e Nanni, sghignazzando, gli ha detto: hai visto cosa succede quando qualcuno si accorge che stai “barando”? Ovviamente Gino non stava barando ma, per gli anziani, quel modo così “raffinato” di giocare non era una cosa normale. Gino, quasi imbarazzato, a chiesto scusa a tutti però, con una battuta, ha fatto capire agli altri giocatori che se fanno cose strane mentre giocano è facile capire quello che hanno in mano…l’importante è che non scoprano che lui li sta osservando!

Foto | Flickr

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