
Marco Leonzio, Biccio Ascari, Claudio Cecchi e Nicolò Calia: sono loro i quattro giocatori italiani che, in terra Lusitana, stanno facendo tremare tutti i giocatori europei degli EPT di Vilamoura!
I ragazzi italiani si stanno dimostrando davvero all’altezza e, nonostante l’eliminazione di Luca Pagano (ad opera di Leonzio che, al river, è riuscito a battere l’esperto pro di Preganziol), i nostri “alfieri” del Poker Sportivo italiano sono determinati più che mai e, fortunatamente, i numeri per fare bene ci sono tutti. In primis nel chipcount dove, alle spalle del “primatista” svedese Martin Jacobson (che solo l’anno scorso è arrivato secondo ai WPT di Venezia e che ora guida, con il suo 1.362.000 €, guida la classifica provvisoria dell’EPT) troviamo proprio il nostrano Leonzio che, con i suoi 778.000 €, si è assestato comodamente al secondo posto della classifica generale. Distaccati ma comunque ancora “in gioco” Calia (settimo con 609.000 €) e Ascari (undicesimo con 485.000 €) mentre Cecchi, penultimo (soli 168.000 € per lui), è quasi probabilmente “out”. Ma il Poker Sportivo ci ha sempre abituato a grandi colpi di scena, quindi il bravo Biccio non deve temere nulla e giocare come lui sa…
Il tutto è provvisorio per ora ma, visto che già siamo in odore di “day four” (e mi sa che tra un po’ sapremo già le prime indiscrezioni sull’evento), possiamo davvero aspettarci di tutto!
via | EPT Official Site

Se vi trovate a passare dalle parti del Casinò Pala Spa & Resort in California tra il 14 e il 22 agosto, allora vi farà piacere sapere che proprio lì troverete il mitico Mike Matusow in una veste davvero insolita per lui: l’insegnante!
Ovviamente l’unica la materia che il “Professor” Matusow è in grado di insegnare è proprio il Poker e così, durante la “full immersion” di otto giorni al suddetto casinò, sarà possibile per i partecipanti imparare dal buon Mike tutte le varie tecniche che il campione ha imparato nel corso della sua carriera: iniziando con cose molto semplici come l’analisi del tavolo, si andrà poi ad esaminare le Advanced Odds e tutte le varie “componenti” necessarie per affrontare con successo gli Heads Up. Ovviamente il corso è a pagamento (295$) ma, se i giocatori che parteciperanno ai vari tornei di poker organizzati dal Casinò durante i corsi riusciranno a vincere almeno uno degli eventi “di giornata”, potranno accedere gratuitamente alle lezioni del Prof. Mike!
Considerate che, ai corsi, parteciperanno come “guest star” anche Tom Mc Evoy e Adam “Roothlus” Levy che, invitati da Mike, parteciperanno come giocatori al torneo finale organizzato da Matusow per i suoi “allievi”…insomma, una bella iniziativa vero?
Foto | Mike Matusow Official Blog

Quando sento/leggo il nome di Doyle Brunson da qualche parte mi viene automatico fare una riverenza: questo signore, all’età di 77 anni, è ancora uno dei giocatori di Poker più forti del globo e, con i suoi dieci braccialetti WSOP e il titolo di campione del mondo, può ancora “dar battaglia” a tutti quanti i pro degli ultimi tempi!
Ma “Texas Dolly”, che nella vita è sempre stato un temerario e gran giocatore, ha deciso che è giunto il momento di fare qualcosa anche per i giovani e, da qualche tempo, sta reclutando quelli che secondo lui sono i ragazzi più promettenti per formare, con loro, un team di professionisti che si chiamerà Brunson 10. E, “folgorato” dall’ottima prestazione del giovane David “Doc” Sands ai WSOP 2010, Doyle ha deciso di prendere con se anche questo interessante venticinquenne americano che, ricordiamo, è riuscito ad andare a premio a ben cinque eventi!
Quindi, aggiunto David alla lista, ora i giocatori “reclutati” dal grande Doyle sono otto (prima di Sands sono stati “arruolati” Dani Stern, Chris Moorman, Amit Makhija, Alex Kamberis, Steve Gross, Zachary Clark e Daniel Kelly) quindi, se la matematica non è un opinione, mancano all’appello solo due componenti. E chissà quale sarà il prossimo giocatore che Doyle sceglierà…
Foto | Wikipedia
Leggendo questo articolo sul giocare o meno in modo aggressivo piuttosto che aspettare la mano buona, emerge il consiglio di andarci duro con le puntate in linea generale, senza mai limpare dicendo agli altri “voglio giocare ma non so se ho le carte buone per vincere”, adottando così una strategia decisamente all’attacco.
La tesi è quella che la cosiddetta “mano perfetta” non arriva praticamente mai, o se lo fa succede molto ma molto raramente: molto meglio quindi puntare a piccole somme costanti preflop che arrivare una sola volta allo showdown con una monster hand, anche in termini economici in quanto l’autore sostiene di vincere più chip in questo modo che puntando a una sola mano.
La frase “Essere aggressivi è una delle più importanti cose che puoi fare per vincere la posta e avere successo” è del resto abbastanza emblematica sul pensiero di chi scrive: voi cosa ne pensate? Essere spregiudicatamente aggressivi può portare realmente più benefici?
Foto | Flickr
Davvero brutta la bad beat documentata dal video qui sopra, in cui il possessore di una coppia KK sembra in indissolubile vantaggio, forte del proprio tris. Ma le bad beat come ben sappiamo sono sempre dietro l’angolo, e infatti si vede bruciare le proprie possibilità di vittoria in all in da una coppia TK QK.
A onor del vero, più che fortunato l’avversario visti i suoi soli 3/5 di colore dopo il flop, ma è proprio centrando il colore al drammatico turn river che riesce a sottrarre la posta totale di circa 33.000$. Altrimenti non saremmo stati qui a parlare di bad beat, dopotutto.

Phil Hellmuth è in assoluto il giocatore professionista di Texas Hold’em più strano che ci sia: spaccone, irriverente, cattivo “perdente” e…mago dei travestimenti!
Chi segue i WSOP da un po’ di anni sa bene che Phil ha “acquistato” l’abitudine di arrivare sul palco del Casinò travestito nelle maniere più disparate (l’anno scorso era vestito da Giulio Cesare, con tanto di armatura, mantello e corona d’alloro) e, tra gli addetti ai lavori, curiosi e professionisti c’è sempre un po’ di curiosità attorno alle “misteriosissime” entrate di Hellmuth. E quest’anno il nostro “eroe” si è presentato in quel di Las Vegas vestito come un lottatore di MMA (Mixed Martial Arts, sport da combattimento molto apprezzato negli USA), con tanto di ballerine, presentatore “ufficiale”, lottatori veri e un palco molto simile a quello dell’UFC (acronimo di Ultimate Fighting Championship che, come molto di voi sapranno, è la federazione di MMA più grande d’America).
Forse l’intenzione di Phil era quella di “stendere” i suoi avversari ma, quest’anno, le cose non sono andate per niente bene a “The Poker Brat” che, dopo tutto il clamore provocato dal suo travestimento, è stato messo KO in un mano dove si contavano ben tre All-In (lui più altri due giocatori) al pre-flop!
Foto | Wikipedia

ATTENZIONE: La risposta più votata del post precedente è stata “Nessun problema…vado All-In anch’io!” quindi, ora, continueremo la storia usando l’elemento che avete ritenuto più opportuno.
La partita è arrivata agli sgoccioli: il vostro avversario è partito di All-In e quindi, ora, le uniche due soluzioni sono le classiche “Foldare” o “Andare”…e voi, coraggiosi e abbastanza sicuri di voi, avete deciso di rispondere al suo All-In!
Andate quindi a girare le carte e, mentre noi sappiamo cosa avete in mano (A♥ e 2♣), ora riusciamo finalmente a vedere cosa il misterioso individuo ha ricevuto ad inizio partita: K♣ e K♦! Una coppia di Re servita per il vostro avversario che, grazie all’altro K trovato nel flop (che, ricordiamo, è composto da K♥, 4♥ e A♣) batte, con un tris, la vostra coppia di assi. Ma mancano ancora il Turn e il River quindi, per il momento, non tutto è perduto e voi, seppur in svantaggio, non avete alcuna intenzione di perdere davanti ad un avversario che non ha avuto neanche il coraggio di mostrare la sua faccia…
Ecco che il mazziere va a girare la carta del Turn: 9♣. Carta decisamente inutile per voi ma dannatamente importante per il vostro avversario che, ora come ora, può perdere solo se il mazziere girerà un asso. I secondi che vi separano dalla “rivelazione” del River “pesano” come dei macigni ma, ancora fiduciosi, non avete assolutamente perso la vostra calma e, rilassati (ed anche un po’ stanchi, visto che siete tornati da un torneo che vi ha veramente consumati), aspettate quasi disinteressati che il mazziere giri il River…
Continua a leggere: Gioca con Pokerstadio - Il campione…misterioso! (Quinta ed ultima parte)

Il crimine non paga…soprattutto quando a farne le spese sono migliaia di giocatori di Poker online innocenti: proprio in questi giorni la polizia sudcoreana ha arrestato trentatré hacker che, grazie a un software/malware realizzato in Cina, sono riusciti ad infettare una miriade di computer di giocatori e a pilotare le vincite a loro piacimento.
La truffa, organizzata appunto da questa banda di hacker, è stata scoperta dalla polizia sudcoreana che, nel ricostruire la vicenda, ha avvisato tutta la nazione del “modus operandi” dei malfattori. Una tecnica sottile ma molto crudele: uno dei trentatré, dopo aver acquistato il malware da un hacker cinese al prezzo di 2,500 dollari, ha iniziato a diffondere il virus in alcuni internet café delle vicinanze e, dopo aver rivelato ad altri il suo “metodo”, anche questi hanno comprato il software “truffaldino” ed hanno operato nella stessa maniera del primo. Il risultato è stato devastante: ben settecento internet cafè sono stati presi di mira dalla banda, per un totale di 11.000 computer infettati in pochissimo tempo.
Fortunatamente la polizia coreana è riuscita a fermare la banda prima che questa potesse continuare ad arricchirsi alle spalle degli ignari giocatori (al momento dell’arresto il guadagno totale è stato pari a 45.000 dollari) ma, comunque, nulla potrà ridare agli onesti giocatori il piacere di fare una partita di Texas Hold’em senza ripensare a questa brutta vicenda…
Foto | Flickr

ATTENZIONE: La risposta più votata del post precedente è stata “Cerco di ri-spaventarlo con un Raise corposo…” quindi, ora, continueremo la storia usando l’elemento che avete ritenuto più opportuno.
Il Flop vi ha “illuminati” e, seppur con una sola coppia d’assi, decidete di provare a spaventare il vostro avversario con un bel Raise “importante” quindi, senza tanti problemi, depositate sul tavolo altri 300$!
Ma questa volta il vostro avversario non sembra così “impacciato” come nel Re-Raise con cui l’avete messo in difficoltà al Pre-Flop e, quasi giochicchiando, questo prende tutte le chips e, dopo avere contate, va dritto dritto All-In! Ma c’è qualcosa in questo All-In che non vi convince: i suoi continui “cambi di umore”, la sua sfrontatezza e quella strana “voglia” che ha l’avversario di provocarvi non vi sembrano per nulla coerenti con un gioco “da Pro”. E poi: cosa mai avrà in mano per provare un All-In solo al flop? Che stia bluffando?
Cento, mille domande vi frullano in testa ma, purtroppo, le soluzioni sono solo due: vedere l’All-In o Foldare. Cosa deciderete di fare adesso?
Foto | Flickr

ATTENZIONE: La risposta più votata del post precedente è stata “Provo con un Raise un po’ più grande, sperando di capire cos’ha in mente ” quindi, ora, continueremo la storia usando l’elemento che avete ritenuto più opportuno.
Il comportamento del vostro avversario vi indispettisce alquanto e, per vedere se ha davvero voglia di scherzare o di giocare su serio, decidete di rispondere al suo Raise con un altro rialzo…ma questa volta, da 300$!
E stavolta l’avversario sembra prendere la situazione con un piglio diverso e, smessi i panni dell’audace “guascone”, il misterioso giocatore si concentra un attimo per decidere come rispondere al vostro Raise. E, dopo alcuni attimi di riflessione, questi decide di voler semplicemente vedere la vostra giocata, depositando 200$ sul banco aspettando, come voi, di vedere il Flop…
Ed ecco che, dopo uno scambio di Raise così “combattuto”, il mazziere riesce a girare il Flop: K♥, 4♥ e A♣! La fortuna ha fatto il suo piccolo corso donandovi la coppia più alta (vi ricordiamo che in mano avete A♥ e 2♣) e, seppur non eccellente nel suo complesso, il Flop si è dimostrato un po’ generoso nei vostri confronti. Oltretutto avete anche un bel 3/5 di colore ma, come sempre, bisogna sempre guardarsi bene dall’avversario e cercare di portare avanti il nostro gioco usando, ovviamente, le carte che abbiamo a disposizione…
Tocca di nuovo a voi puntare e, con quella bella coppia d’assi, le cose si fanno un po’ più interessanti: cosa decidete di fare adesso?
Foto | Flickr