Un buon giocatore di poker sa distinguere le volte in cui riesce a vincere grazie alle proprie capacità, e le volte in cui arriva fino in fondo senza dover fare sforzi, con il vento in poppa, semplicemente lasciando giocare le carte che come per magia legano con quelle in tavola e ti portano avanti quasi per mano.
Nel mio caso, entro nel primo piatto del sit and go da middle position con un limp, avendo in mano Th-Jh. Il flop è subito 7s 8c 9h e non si intravedono progetti di colore e la mia scala al momento è nuts. Tutti e quattro decidiamo di fare check, e al turn 3s io punto metà piatto in slowplay e vengo seguito da due giocatori. Il river mi aiuta ancora ed è un 5c che da scala al nove al mio avversario. Io rilancio sulla sua puntata e lui dopo il call mostra sconsolato Ad-6d.
Mi ritrovo fin da subito con un ottimo stack e poche mani dopo elimino un giocatore con Tc-Kc in mano. Su flop Kh 5d 3s copro la sua puntata e alla vista del turn Th lo seguo ancora. Il river è un Jd e lui mette le sue ultime chips nel piatto. Io vado a vedere con la mia doppia coppia al re e vinco il piatto contro la sua di dieci e jack.
E’ sicuramente uno dei momenti più emozionanti. Sto parlando di quegli istanti che precedono e seguono la fase in cui tramite un all in viene eliminato un giocatore dal tavolo. Mano a mano che i nostri avversari cadono ci avviciniamo sempre di più al primo premio in un mix di euforia e angoscia. Ecco le mani di eliminazione in un sit and go da sei persone con le quali ho scalato la vetta fino al primo posto.
Il primo ad uscire è forse il giocatore che ci ha lasciato nel modo più sfortunato, sempre che nel poker esista la sfortuna. Rimasto corto da middle position ha rilanciato in preflop con Ks-Kh chiamato dal chip leader con 5d-6d. Sul flop 5h-4d-8s è andato all in, trovando però il call. Il 5c al turn ha regalato il tris al chip leader eliminando in sesta posizione il proprietario di Ks-Kh.
Rimasti in cinque ho iniziato a giocare anche io, accumulando molte chips con un tris contro doppia coppia e diventando quello con più fiches al tavolo. Rimasti in tre post flop in un piatto interessante, mi trovo con Kc-Tc in mano e con flop 8c 9c 8s. Dopo una piccola puntata vediamo tutti e tre il turn, un 7d che mi apre anche una scala bilaterale regalandomi molti outs per chiudere un gran punto. I miei avversari continuano a giocare in slowplay e viste le mie chips io li seguo anche al river. Un 2c che mi fa chiudere un colore e dopo il mio check il primo giocatore va all in, seguito dal secondo. Io visto il piatto enorme e la possibilità di garantirmi un piazzamento a premi vincendo la mano, faccio call e trovo entrambi i giocatori con un tris di otto. Non basta e si rimane in tre a contenderci la vittoria finale.

Qualche tempo fa dicevamo che il sit out prolungato nelle partite online è tollerato in quanto si prevede che un giocatore a lungo fuori dai giochi finisca per avere un quantitativo di chip inferiore a gran parte del resto del tavolo per arrivare a vincere qualcosa.
Questa cosa è vera fino a un certo punto, visto che ieri sera ho avuto la prova diretta di un giocatore che dopo aver vinto un paio di mani in un torneo da 9 è andato direttamente in sit out, rientrando solo al momento di essere con sole altre 3 persone e arrivando così a centrare il secondo posto, dietro al mio primo ma solo per l’esito sfavorevole di una mano.
Come vi comportate in queste situazioni, oltre ad arrabbiarvi?
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Robert Varkonyi, giocatore americano di origini ungheresi e Scotty Nguyen, si affrontano in un heads up al cardiopalma. Varkonyi decide di andare in bluff contro la coppia di Jack di Nguyen. Varkonyi e vince la mano. E sarà proprio Nguyen a mandarlo a casa, qualche mano dopo….
Davvero brutta la bad beat documentata dal video qui sopra, in cui il possessore di una coppia KK sembra in indissolubile vantaggio, forte del proprio tris. Ma le bad beat come ben sappiamo sono sempre dietro l’angolo, e infatti si vede bruciare le proprie possibilità di vittoria in all in da una coppia TK QK.
A onor del vero, più che fortunato l’avversario visti i suoi soli 3/5 di colore dopo il flop, ma è proprio centrando il colore al drammatico turn river che riesce a sottrarre la posta totale di circa 33.000$. Altrimenti non saremmo stati qui a parlare di bad beat, dopotutto.
Un lungo video per questo heads up tra Tom Dwan e Phil Hellmuth. Pot a 200.000 dollari. La mano non è spettacolare ma è interessante vedere i volti di Dwan ed Hellmuth, impegnati nel calcolo delle proprie possibilità e di quelle dell’avversario. A differenza di quanto accaduto tra Tony G. vs Ralph Perry, qui ci sono i complimenti da parte dello sconfitto e nessuno sberleffo da parte del vincitore. Nel poker si vince e si perde: sempre meglio non esagerare con le reazioni. Da notare anche gli altri giocatori al tavolo. Chi sa riconoscerli tutti?

Dite la verità, quante volte di fronte a una mano T2 non siete stati tentati di entrare in gioco alla maniera di Doyle Brunson, emulando le gesta di una leggenda del poker che ha basato anche proprio su questa coppia parte del proprio mito all’interno del circuito.
Complice anche un basso buy-in e le fasi iniziale del torneo, l’altra sera ho fatto la pazzia: T2 proprio dal bottone e rilancio al doppio del buio, chiamato da entrambi i due successori nella mano. Flop 2-8-J e conseguente check generale che ci ha portati direttamente al turn con un K, dove ancora una volta si ripete il check. Qualche divinità del poker deve però aver visto la mano dato che il river porta dentro un altro 2, regalandomi un tris.
La mano nata così tanto per gioco è diventata quindi una piccola vittoria, nonché soddisfazione personale per avere emulato per una volta le gesta del grande Doyle: puntata di 100€ chiamata solo da uno dei due, in possesso di una coppia di 7. Vittoria per la mia T2.
Una mano pazzesca. Dennis Mahoney con KK, Darren Hickman con QQ e Achilleas Kallakis con AA, più Dale Hoy con 77, John Newston con 55. Neanche la più brillante sceneggiatura di Hollywood avrebbe osato tanto. In sottofondo le risate incredule dei due commentatori. Un video tutto da gustare fino all’ultimo secondo…
Come si affronta un torneo da professionisti? Ce lo racconta Carlo Rusconi, proprio uno dei 4 assi vincitori del Concorso Cercasi Assi, organizzato dal nostro sponsor 4A The Poker Suite.
Lo diciamo subito, l’esordio di Carlo al Campionato Nazionale PokerClub non è stato dei migliori. Ecco com’è andato il torneo dal suo punto di vista:
Parto carico per questo mio primo torneo da nuovo “Asso”. Decido per un approccio loose-aggressive sperando di incrementare il più possibile il mio stack sin dai primi livelli, ma anche consapevole del maggior rischio di uscire prematuramente. La dea bendata non è dalla mia parte e dopo due livelli lo stack è già sceso da 20000 a 13000 fiches. Mi barcamenerò fino al quarto livello con questo stack, quando uscirò dal torneo.
Continua a leggere: Esperienze da Pro: Carlo Rusconi di 4A al Campionato Nazionale PokerClub

Solo qualche giorno fa avevo sfogato parte della mia frustrazione per non aver più il tempo necessario a giocare a Poker Online, ma certe volte il destino viene a a portarvi della nuove soluzioni. Ecco che qualche giorno fa ricevo una nuova chiamata dal mio “fratellone” che ha deciso, a seguito di una notevole serie positiva nei tornei online che hanno fruttato diverse migliaia di euro di profitto, di partire giovedì per recarsi a Campione a giocare il Main Event del Campionato Nazionale di Poker/Lottomatica.
Mi sono bastati meno di due secondi per decidere di partire e accompagnarlo in questa esperienza alla ricerca di qualche partita live di cui sentivo la mancanza molto più che del gioco online: purtroppo i miei impegni con un nuovo lavoro iniziato da qualche settimana e il mio bankroll stagnante di queste ultime settimane non mi permettono di affrontare tornei di alto livello e dal buy-in di 1,000 euro ne tantomeno di essere venerdì alla partenza del torneo, ma per questo nei Casinò hanno inventato i sit’n'go! :)
E per consolarmi e aumentare il tasso di partecipazione alla sofferenza di mio fratello, ho deciso di comprare delle quote del suo torneo: questo genere di operazione è molto comune tra i giocatori anche quelli di alto livello, vendere delle quote del proprio torneo permette infatti di giocare tornei di grande livello coprendo solo una parte del ticket perché le quote restanti sono coperte dagli sponsors.
Continua a leggere: Partecipa ai grandi eventi grazie allo stacking